Il mondo del wedding: Manuela Martinelli, wedding planner

Nome: Manuela Martinelli Orlando

Età: 35

Professione: Wedding and Event Planner

Sede in: Milano

Operatività: ovunque

Web: www.manuelamartinelli.it 

Mail: info@manuelamartinelli.it

 

Chi è Manuela al di fuori del suo lavoro?

Sono una moglie e una figlia unica (non nel senso assoluto del termine) cioè non ho fratelli o sorelle!

Rido, mi piace stare in compagnia, insieme alla gente, sono una casinista che ama leggere e non le piace stare ferma. Sono un acquario e quindi non amo le persone che cercano di chiudermi, anzi la mia libertà e i miei spazi sono preziosi. Chi sta con me, lo sa.

E’ raro vedermi con il muso! Cerco sempre di essere sorridente con tutti.

 

Dimmi un aggettivo per:DSC_5734

–          Manuela a 10 anni: riflessiva

–          Manuela a 15 anni: informe

–          Manuela a 20 anni: universitaria

–          Manuela a 25 anni: determinata

 

Completa la frase “meglio che nessuno sappia di quella volta che… “

Posso non raccontare nulla, quindi, visto che nessuno deve saperlo?

 

C’è un giorno in cui la tua vita è cambiata?

Non esiste un vero giorno, non lo identifico con una data, ma posso dire che la mia vita ha subito diversi cambiamenti o diverse fasi.

Diciamo che sono due i momenti: un giorno di febbraio del 2006 ha dato un nuovo significato alla mia vita e un giorno di settembre 2010 in cui sono tornata ad essere quello che ero, dopo avere perso la bussola per qualche tempo. Ma l’ho ritrovata saldamente.

 

DSC_1262Sei sempre stata Wedding Planner?

No, la mia vita lavorativa è partita da lontano e ha lasciato diversi lidi.

Mi sono laureata in Scienze dell’Educazione e ho frequentato un Master in Diritto del Lavoro e Direzione aziendale.

Microsoft è stata la mia prima grande esperienza lavorativa nel marketing e comunicazione, ho imparato a gestire eventi organizzativi tecnici e non solo. Ho potuto dare il mio contributo a SMAU, a fiere di settore, ad eventi piccoli per i partner e attività parallele. Ho imparato tanto.

E nel settembre 2010, nasce Nonsolomatrimoni. E sono diventata wedding planner affiancando le mie conoscenze nell’organizzazione di eventi aziendali frequentando un corso di organizzazione di matrimoni tenuto da una delle più grandi in Italia.

 

Da Nonosolomatrimoni.it a manuelamartinelli.it: un altro bel cambiamento! Cosa ti ha portato a questa decisione?

È stata una decisione che sapevo di aver maturato a febbraio del 2014. A dicembre 2013, insieme ad una consulente, Irene Alleruzzo, avevo deciso di compiere una decisa modifica al sito.

Da questa situazione è partita una riflessione, un lavoro interiore, in cui conoscevo già la risposta: Nonsolomatrimoni non mi rispecchiava più, mi era servito come uno scudo. Ma adesso è giunto il momento di metterci una faccia: la mia!

Il 2014 è stato un anno intenso, caratterizzato da matrimoni bellissimi tutti diversi che mi hanno aiutato a compiere un salto qualitativo e professionale.
Ora sono pronta.

 

E’ possibile spiegare in due parole che cosa fa una wedding planner?

Una wedding planner compie un’azione di guida verso la coppia di sposi, facilitando le decisioni (mai sostituendosi), scegliendo i migliori fornitori sul mercato, mantenendo sempre il bandolo della matassa. E’ una regia, neanche troppo occulta, che gestisce aspetti pratici e organizzativi, per aiutare gli sposi visto che l’offerta aumenta e il tempo a disposizione tra vari impegni e lavoro diminuisce.

Siamo in grado di gestire budget diversi: ecco perché mi piace dire che la wedding planner non è solo per le coppie ricche o che se lo possono permettere, ma è per tutti.

Anche per coloro che credono di avere un budget basso.

 

baratto-948

 

La wedding planner è utile ma non indispensabile: è corretto?

E’ corretto. Da sempre le famiglie, hanno organizzato al loro interno i matrimoni: non siamo certo noi la categoria che rovina le famiglie o che arriva e insegna come fare. Anzi ne diventiamo parte integrante: spesso ho lavorato fianco a fianco a zie o nonne che facevano bomboniere o partecipazioni. Perché no?

Un matrimonio organizzato da un professionista ha una diversità che salta subito agli occhi: la gestione del tempo sia nell’organizzazione (siamo in grado di organizzare un matrimonio anche in 3 mesi) sia nello svolgimento della giornata (la successione delle cose da fare, i materiali da ritirare, l’importanza degli amici e la giusta valorizzazione, essere visibile per gli ospiti…).

Siamo dei controllori, siamo una regia.

 

Quindi come spieghi ai tuoi sposi il valore della tua consulenza?

La mia consulenza è composta da un fee di agenzia fisso che loro conoscono da subito e che non cambierà mai nell’arco della preparazione del matrimonio.

Cosa gli dico? Loro con me avranno una psicologa, una guida, una figura che conosce il mercato e li porterà verso fornitori e professionisti scelti per le loro esigenze e con una storia alle spalle, una personal shopper e un avvocato. Diciamo che faccio il lavoro sporco, mentre loro si godono la vera preparazione. E sono sempre reperibile.
Senza sottovalutare la parte emotiva che ci lega.

 

 

Da come parli sembra che la tua consulenza sia più un’amicizia: sto esagerando?

Non mi sento di definire amicizia, diciamo un legame molto forte che non si cancella dopo il matrimonio. Ci sono coppie con cui ho legato di più altre con cui ho legato meno. Ma tutte mi hanno lasciato un buon ricordo.

 

DSC_1424Come il 90% delle persone sono stato “vittima” dei Wedding Planner delle tv commerciali. Lavorano con budget generosissimi e coppie vip. Insomma, i wedding planner sono cari come il fuoco e per un matrimonio normale non sono nemmeno da considerare.

Mi sento di allontanarmi subito da quel modello: come ho già sottolineato, il wedding planner è per tutti. Non importa il budget.

I wedding planner commerciali diciamo che ci hanno dato molta visibilità, ma su questa onda si è rischiato di rovinare il mercato, poiché sembra che siamo dei “rompini” e che quando ci siamo noi siamo al centro della scena. Diciamo invece che è l’esatto contrario.

“I wedding planner sono cari come il fuoco” è uno stereotipo con cui combattiamo da sempre: è una consulenza, paragonabile a quella di un commercialista o di un architetto.

 

Qual è la parte più difficile del tuo lavoro?

Conquistare la fiducia della coppia: deve essere in grado di scrollarsi tutti i racconti di parenti e amici sui rispettivi matrimoni. Una volta che cominciamo con i sopralluoghi e vedono le location, scelte sulle loro idee, si calmano e si fanno guidare. E’ il momento più bello e più difficile nello stesso tempo.

 

Come scegli i fornitori da presentare alle coppie?

In base al budget della coppia, al feeling che si può creare e in base alle caratteristiche ha la coppia stessa.

E’ una relazione piscologica molto delicata che va al di là del prezzo finale.

 

Hai mai accettato un lavoro che era davvero una sfida? Riguardo cosa e come sei riuscita a portarlo a termine?

Tutti i lavori con le coppie sono delle sfide: ognuno ha aspetti e momenti molto particolari.

Diciamo che mi viene in mente sicuramente la mia prima coppia: sono riuscita a sfondare un muro di paura tutto mio e condurli verso il successo! Ma soprattutto, loro non avevano nessuna idea e nel mare del niente siamo riusciti a creare un matrimonio bellissimo! Ricevo ancora i complimenti!

 

maccioni-767Seguendoti sui social si capisce che sei molto innamorata di tuo marito Samuele: questo aiuta nel tuo lavoro con le coppie?

Si, aiuta molto. Le coppie vedono in noi qualcuno che ci è già passato, che ha fatto tesoro di questa esperienza e che ne è uscita ancora più forte e più legata.

Si affezionano molto anche a lui e per me è facile parlare anche del nostro giorno più bello, per far capire che le loro paure ed emozioni sono state le stesse.

Inoltre, lo dico sempre alle coppie: io mi sono già sposata e ho avuto il matrimonio che volevo con Samuele. Quindi quello che organizzo, sarò il loro, non il mio.

 

Lasciaci con una ricetta facile e buonissima e con un libro che secondo te bisogna assolutamente leggere una volta nella vita.
La ricetta: torta salata al radicchio

Tagliate il ceppo di radicchio togliendo il torso e le foglie più esterne.

Rosolate nella padella della pancetta, aggiungetevi il radicchio.

Nel frattempo, srotolate la pasta sfoglia in una teglia e bucatela con la forchetta.

Appena appassito, rovesciate in una terrina la pentola con il radicchio e aggiungetevi la ricotta (o la robiola). Mescolate fino a che non diventi un impasto omogeneo.

Rovesciate nella teglia. Aggiungete del formaggio a fette sopra, chiudete il bordo e infornatelo per 20 minuti a 180 gradi.

 

Buon appetito!

 

Ah, allora sul libro è difficile. Ma io dico forse il primo che ho letto da ragazzina “Exodus” di Leon Ulris. Ebrei e palestinesi. Mi ha fatto molto riflettere! E’ un libro che suggerisco sempre per il legame emotivo che mi viene in mente.

 

Io ti ringrazio e ti auguro buon lavoro!

Grazie, anche a te!